UN GROVIGLIO DI MENZOGNE
Le azioni del Presidente durante la mattina dell’11/9 non lasciano alcun dubbio che le responsabilità siano ai più alti livelli.
Alle 8.46, mentre il primo aereo colpiva il WTC, il Presidente era in una scuola elementare in Florida, in mezzo ad insegnanti e bambini, presenti la stampa e la televisione, che fece parziali riprese.
Secondo il sito “Sept 11 News”, ciò fu quel che accadde:

“La notizia della tragedia arrivò al Presidente Bush nel salone di una scuola di Sarasota, Florida, qualche attimo dopo che il primo aereo aveva colpito il WTC di New York. Egli andò in una sala privata dove parlò al telefono col Consigliere per
http://www.september11news.com/PresidentBush.htm
L’arctcolo riporta che il NORAD fu allertato per un dirottamento 10 minuti prima che il primo aeroplano colpisse il WTC (h. 8.36).
Presumibilmente il NORAD cominciò a seguire la rotta dell’aereo dal momento in cui fu segnalato il dirottamento. Se non venne seguita la rotta, vi sarebbero allarmanti interrogativi sul perché, considerando che è normale pratica intercettare immediatamente gli aerei dirottati con aerei da caccia.
Può essere ritenuto che quando il WTC venne colpito per la prima volta alle 8.46, il NORAD deve aver saputo che vi era coinvolto l’aereo dirottato.
Mentre in quel momento sarebbe ancora stato sensato considerare la possibilità che l’aereo dirottato si era schiantato accidentalmente, il NORAD doveva essere a conoscenza alle 8.46 che vi era una seria possibilità che la collisione fosse un attacco terroristico. Gli allarmi avrebbero dovuto suonare forte e chiaro, e dichiarato il massimo stato di allerta. Alle 9.00 la situazione era intensificata al punto che altri due aerei erano stati segnalati fuori rotta dai controllori del traffico aereo, ed uno di questi era a 3 minuti dal secondo colpo al WTC. (Ricordare che il WTC aveva intorno ad esso una zona vietata ai voli). A meno che tutti al NORAD avessero gli schermi spenti ed i piedi sulla scrivania a quell’ora vi doveva essere il pandemonio.
Così, quando il secondo aereo colpì il WTC alle 9.03 doveva essere stato confermato oltre ogni dubbio che era in corso un grosso attacco terroristico. Chi sapeva quanti aerei potevano essere stati dirottati e dove si trovavano? In quel momento era già noto che almeno un altro era fuori rotta.
Secondo il resoconto ufficiale, Bush ritenne che il primo attacco fosse “un terribile incidente” e non ebbe ulteriori comunicazioni con nessuno fino alle 9.05, molto dopo che fosse ormai chiaro che erano in corso eventi straordinari.
Dobbiamo credere che il Presidente degli Stati Uniti non fosse informato a quell’ora sul numero di aerei commerciali che si sapeva stavano seriamente deviando dai piani di volo?
Dato che il NORAD sapeva, nel momento al quale si dice che Bush e
A quell’ora, mentre non si poteva con certezza sapere che fosse un attacco terroristico, doveva essere noto che di ciò vi era una seria possibilità. Dunque perché hanno concluso si trattasse dello scenario di livello inferiore?
Se le informazioni disponibili in quel momento a Bush ed alla Rice erano incomplete, ed essi non sapevano che l’aereo fosse stato dirottato, allora l’asserzione nella storia ufficiale succitata sarebbe ragionevole. Ma, notizie aggiornate sulla situazione dovevano essere arrivate a Bush quasi immediatamente dopo la conversazione con
Se Bush e
Se era parso corretto informare Bush “entro attimi” dello schianto delle 8.46, quando preteso si credesse che fosse “solamente un terribile incidente”, allora perché non fu ritenuto saggio informarlo subito mentre la situazione aumentava di intensità?
Perfino se ciò potesse essere spiegato, il comportamento del Presidente dopo le 9.05 indica che, se non coinvolto in deliberata complicità, allora l’unica altra spiegazione è mettere in discussione le sue facoltà mentali.
Ancora dal resoconto ufficiale: Alle 9.00 circa, il Presidente era con dei bambini del secondo grado, leggeva una favola su una capretta. Alle 9.05, due minuti dopo il secondo attacco al WTC, Andrew Card, il capo dello staff presidenziale, gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Il Presidente non reagì, come ci si poteva ragionevolmente aspettare, in modo da essere interessato a tentare di fare qualcosa per fronteggiare la situazione. Non lasciò la scuola, non convocò una riunione di emergenza, non si consultò con nessuno, non intervenne in alcun modo per assicurarsi che l’aeronautica militare svolgesse il proprio compito. Perfino nemmeno menzionò gli straordinari eventi che accadevano a New York, ma semplicemente continuò nella lettura.
Nel frattempo, alle 9.06, il Dipartimento di polizia di New York trasmetteva: “E’ stato un attacco terroristico. Avvertite il Pentagono”, riportato dal NY Daily News del 12/9/2001.
http://emperors-clothes.com.idict/indict-1.htm
Secondo il sito “September 11 news” Bush inizialmente
“pareva distratto e fosco, ma continuava ad ascoltare gli alunni leggere e presto ritornò a sorridere.
Scherzando disse che da come leggevano bene parevano alunni di sesto grado”.
A quell’ora milioni di persone in tutto il mondo avevano visto dal vivo il secondo impatto sul WTC alla TV. Milioni di persone sapevano che gli USA erano sotto attacco in maniera spettacolare. Quel che non sapevano era che nello stesso momento il Presidente degli Stati Uniti stava sorridendo e scherzando sulle caprette, sebbene anche a lui fosse stato riferito il fatto.
Continuò a leggere sulle caprette per altri 24 minuti!
In un’intervista a Newsweek Bush così ricorda le notizie delle 9.05:
“Sono il comandante in capo ed il paese è sotto attacco”.
Pretende che le esatte parole di Andrew Cards fossero:
“Un secondo aereo ha colpito il WTC. L’America è sotto attacco.”
http://www.msnbc.com/news/662694.asp#BODY
Secondo il sito “Sept 11 news”, immediatamente dopo la fine della lezione di lettura alle 9.29 circa, Bush, dopo avere conferito con i consiglieri fece un discorso alla nazione riferendo di un apparente attacco terroristico. Nel frattempo, milioni di persone intorno al mondo l’avevano già capito da soli durante il tempo passato dal Presidente a leggere delle caprette.
Mentre il Presidente stava ancora sprecando altro tempo col vuoto discorso alla nazione, il volo 77, che da mezz’ora si sapeva essere stato dirottato, aveva ora raggiunto Washington, seguito dai radar, e gli aerei da caccia della base di Andrews, a
Col suo discorso stava creando l’impressione di essere al comando, ma in realtà continuò a fare tutto il possibile per evitare di rimediare alla situazione.
27 minuti dopo lo schianto sul Pentagono, quando divenne noto che un altro aereo ancora, il volo 93, era stato dirottato e neppure questo intercettato, il Presidente nuovamente non intervenì sulla sleale inattività dell’aeronautica.
In quel momento era a bordo di un aereo militare diretto in Louisiana. Cosa stesse esattamente facendo non è chiaro.
Occorre ricordare che tale scenario è basato sulla storia ufficialmente approvata dall’amministrazione Bush, dunque, se fosse in qualche modo imprecisa sarebbe in ogni caso meno dannosa di quanto potrebbe essere.
Accusatorio che possa essere, sembra che perfino tale resoconto sia una montatura, inventata dopo l’evento per far sembrare migliori gli atti di Bush.
Il sito “Sept 11 news” da fonti e nessuna data di pubblicazione, nessun modo per verificare al verità od altro del resoconto. Ed è significativamente in conflitto col resoconto del “Washington Post online”, nel quale i tempi di pubblicazione possono essere verificati. Alla URL
http://www.washingtonpost.com/wp-srv/nation/articles/bush091101.htm
c’è un articolo di Mike Alien, datato 11 settembre 2001, h. 16.36, il quale non menziona l’asserita conversazione di Bush con
“Bush aveva ricevuto le prime notizie dell’attacco alle 9.07…Bush, i cui occhi erano scintillanti, parve improvvisamente torvo. Qusto quando i funzionari ancora pensavano che l’impatto sul WTC fosse solamente un incidente, e continuò a posare per le foto”.
Per ragioni in precedenza menzionate, è impossibile credere che essi ancora pensassero ad un incidente alle 9.07. Ma questo è quanto fu detto alla stampa l’11 settembre. Qualche tempo dopo, quando divenne ovvio di quanto fosse implausibile, la storia fu cambiata con quella postata nel sito “Sept 11 news”.
Qual’è il resoconto esatto? Ad ogni modo, Bush ha molto da spiegare. Quello su cui le due storie concordano è che Bush continuò con la lezione di lettura e scherzò sul grado degli allievi.
Nell’articolo di Newsweek citato sopra, datato 3 dicembre, la storia venne ancora cambiata! Vi è scritto che dopo che Bush si accorse che “il paese era sotto attacco”
“Andò subito in una sala a guardare il terribile video”.
Non secondo il resoconto del Washington Post dell’11/9! E nemmeno secondo il sito “Sept 11 news”.
E ad un incontro con lavoratori disoccupati di Orlando, Florida, Bush cambiò di nuovo la storia!
Ecco cosa disse il Presidente. Questo si trova nel sito della Casa Bianca:
“in realtà, sedevo fuori dell’aula aspettando di entrare e vidi un aeroplano colpire la torre – ovviamente
Ma fui portato fuori di lì e non ebbi molto tempo per pensarci. Sedevo nell’aula e Andy Card, il mio capo dello staff, che sedeva laggiù, entrò e disse: Un secondo aereo ha colpito la torre. L’America è sotto attacco”.
http://whitehouse.gov/news/releases/2001/12/20011204-17.html
Non solo ciò è in conflitto con gli altri tre resoconti, ma il maggiore problema è che non vi è mai stata trasmessa dal vivo in TV la prima collisione al WTC! Che stazione TV stava seguendo?
Quattro resoconti, tutti in conflitto tra loro, contenenti almeno una dichiarazione totalmente falsa proveniente proprio dal Presidente. L’unica cosa che essi hanno in comune è che quando il Presidente avrebbe dovuto prendere il controllo della situazione non fece niente.
Lo schema di informazioni riguardanti gli atti di Bush mentre gli attacchi erano in corso è identico a ciò che riguarda le azioni dell’aeronautica militare. Uno scenario che sfiora l’incredulità, a meno che non si pensi alla complicità USA negli attacchi, seguito da uno sbalorditivo miscuglio di storie di copertura, incredibili ed in conflitto tra loro. In entrambi i casi, le storie di copertura, mentre creavano una qualche confusione sulle raffinatezze tecniche di quello che era esattamente accaduto non cambiano il quadro complessivo.
Non è questo sufficiente per un’inchiesta?
Quando la sicurezza della nazione è in pericolo, apparentemente è di vitale importanza andare in un paese lontano ed uccidere 4.000 innocenti, pensare di attaccare altri paesi, parlare di una guerra di cui potremmo non vedere la fine, spendere 100 miliardi di dollari in una “guerra al terrorismo” preventiva e ridurre le libertà civili ai livelli dell’epoca fascista: ma non è importante fare un inchiesta sul bizzarro fallimento di coloro che hanno la responsabilità di proteggere la nazione.
Una forte prova per l’accusa di preavviso e complicità è fornita un fatto curioso riguardate l’attacco al Pentagono. Da un resoconto TV della CNN della mattina del 12/9, ora australiana: L’aereo che si diresse sul Pentagono, se l’avesse fatto una settimana prima, avrebbe colpito il punto esatto per eliminare un ufficio chiave per le operazioni del Pentagono ed ucciso molti funzionari superiori. Ma, per una presunta fortunata coincidenza il Pentagono aveva compiuto un grande rimpasto proprio una settimana prima. Come descritto nella trasmissione, la gente importante era stata spostata nell’altra parte, e dipendenti non importanti furono spostati nel lato che venne colpito. Di conseguenza, venne fatto poco reale danno effettivo alle attività importanti del Pentagono.
Fortunata coincidenza?
Tale storia, dopo essere apparsa alla CNN nelle prime ore dopo gli attacchi, venne rapidamente seppellita e mai più ritrasmessa.
Se si vuole pretendere che la prova della complicità è esclusa dall’idea che nessun paese farebbe questo ai propri cittadini, allora deve esser fatto notare che la pianificazione di attacchi terroristici contro cittadini americani da parte della CIA si trova negli archivi. Il documento, precedentemente classificato, del “Piano Northwoods” rivela che nel 1962
http://emperors-clothes.com/images/north-int.htm
(continua)