Speciale 11/9 - 3° parte
Il Caso Bin Laden (1°parte)
Vi è un grande problema sulla credibilità delle accuse contro Osama bin Laden presentate dai media. Esso crea un problema sulla reciproca esclusività degli scenari riguardanti la competenza dei servizi di informazione USA.
Come è possibile che essi non abbiano ricevuto alcun avvertimento su un’operazione che deve essere stato molto difficile nascondere, ma poi in grado di indicare il colpevole in meno di un giorno?
E se ebbero qualche preavviso dell’attacco, perfino non specifico, ciò solleverebbe perfino maggiori interrogativi sull’aeronautica militare e sul Presidente
Secondo un articolo di Charles Bobbington sul Washington Post online datato 11/9/2001, h. 17.52:
“Kenneth Katzman, un esperto di terrorismo del Servizio studi del Congresso, ha detto che i devastanti attacchi hanno rappresentato un fallimento di “proporzioni catastrofiche” dei servizi di informazione.
“Non riesco proprio a capire come non ne abbiano saputo niente”.
Katzman disse al Post: “Questo è un enorme, enorme fallimento dei servizi, specialmente da quando il (precedente) attentato al WTC aveva provocato una tale indagine sulle reti terroristiche ed una tale sorveglianza”.
http://a188.g.akamaitech.net/f/188/920/1m/http://www.washingtonpost.com
/wp-srv/nation/articles/trade091101.htm
Ciò è particolarmente interessante alla luce di un altro articolo di Joel Achenbach sull Washington Post online dell’11/9/2001, h. 14.01:
“Alla Casa Bianca centralinisti volontari ascoltavano le voci del popolo americano poco dopo I servizi sugli attacchi aerei che demolirono le torri del WTC di New York. Un volontario, che ha chiesto di rimanere anonimo, disse più tardi, dopo l’evacuazione: ‘La gente era isterica. Dicevano: “Fate subito qualcosa. Fatelo velocemente. Non siate teneri, moderati. Prendete bin Laden.”’”
http://a188.g.akamaitech.net/f/188/920/1m/http://www.washingtonpost.com/wp-srv/nation
/articles/pmscene_091101.htm

Proviamo ora a creare una cronologia degli eventi. La Casa Bianca venne evacuata alle 9.45, così le chiamate devono essere state ricevute prima. Se la gente stava chiamando per chiedere di “prendere bin Laden” a, diciamo, le 9.35, doveva essere la risposta alle notizie sulla pretesa colpevolezza che veniva trasmessa, diciamo alle 9.25, che significa che gli investigatori avevano incolpato bin Laden per, diciamo, le 9.25, 12 minuti dopo che il secondo aereo aveva colpito il WTC.
Essi risolsero l’intero caso in 12 minuti! Perfino prima che gli attacchi terminassero. Wow! Che rovesciamento nei risultati, da quello che descriveva Kenneth Katzman!
Per provare a trattare di questa assurdità con una qualche serietà, l’unica interpretazione possibile è che entro meno di 4 ore dagli attacchi l’amministrazione aveva già messo in moto, con l’aiuto di mezzi d’informazione compiacenti ed acritici, un programmato assalto propagandistico per far condannare bin Laden nelle menti degli americani.
La propaganda è di per se stessa molto potente, sebbene vi sia la prova indiziaria che l’amministrazione sapesse in anticipo che gli attacchi dovevano avvenire. La velocità con la quale iniziarono un concertato, ed apparentemente coordinato assalto dei media su bin Laden, in un momento nel quale si suppone ancora barcollando scioccati dagli eventi del giorno e interessati principalmente al rafforzamento delle misure di sicurezza, rende difficile un’altra spiegazione.
Giustificherò tale accusa da diverse angolature. Per il resto di questa analisi, ignorerò l’assurdo scenario presentata nell’articolo di Joel Achenbach, proprio per dimostrare che anche senza tale prova fortemente incriminante si può ancora dedurre con certezza che le accuse contro bin Laden fossero una montatura propagandistica prepianificata.
Dal primo giorno, non vi è stata la più piccola prova pubblicamente disponibile contro bin Laden. Fino a metà dicembre non abbiamo avuto altro che la ripetizione continua del suo nome.
I documenti ufficiali dettaglianti accuse contro bin Laden possono essere descritti solamente come patetica spazzatura.
Per esempio, la trascrizione completa di uno dei punti di “prova” nel documento ufficiale del governo britannico dice (riferendosi ad Al Qaeda):
“Hanno cercato di acquisire materiali nucleari e chimici da usare come armi terroristiche”
http://www.pm.gov.uk/news.asp?Newsld=2686
Mentre tale accusa (se possibile provarla) può causare allarme generale, chi può affermare come questo si traduce in prova del coinvolgimento nell’11/9?
Ancora spazzatura:
Punto 7 della “prova”,completo:
“Al Qaeda non dà preavviso di attacchi terroristici”.
Punto 10, completo:
“I talebani emersero dai campi rifugiati in Pakistan nei primi anni ’90. Nel 1996 hanno preso Kabul. Sono ancora impegnati in una sanguinosa guerra civile per il controllo dell’intero Afghanistan. Sono guidati dal mullah Omar”.
Punto 38, completo:
“Dal 1993 membri di Al Qaeda iniziarono a risiedere a Nairobi ed aprirono lì delle attività, compresa l’Asma Ltd, e la Tanzanite King. Venivano regolarmente visitati da membri superiori di Al Qaeda, in particolare da Alef e Abu Ubadiah at Banshiri”.
Punto 68, completo:
“Gli attacchi di Al Qaeda sono caratterizzati dalla totale noncuranza verso vittime innocenti, mussulmani compresi. In un intervista successiva agli attentati in Africa orientale, Osama bin Laden insistette che la necessità di attaccare gli Stati Uniti condonava l’uccisione di altri civili innocenti, mussulmani e non”.
Dei 69 punti di “prova” citati,
10 sono relativi ad informazioni sui precedenti della relazione tra bin Laden e i telebani.
15 sono relativi ad informazioni sui precedenti alla filosofia generale di Al Qaeda ed alla sua relazione con bin Laden.
Nessuno fornisce alcun fatto relativo all11/9. La maggior parte nemmeno tenta di collegare direttamente le cose citate agli eventi di quel giorno.
26 accuse sono relative ad attacchi terroristici precedenti, Perfino se esse fossero condanne per precedenti attacchi terroristici tutti sanno che ciò non vale la carta sulla quale è scritto, in termini di prova di coinvolgimento dell’11/9.
Come ammette il documento ufficiale, “Questo documento non si preoccupa di fornire una prova valida in tribunale contro bin Ladin”.
Questo è, manifestamente, il caso contro bin Ladin!
Poi arrivò il video, che è una completa buffonata.
Abbiamo tecnologia che permette film di alta qualità che mostrano chiaramente muoversi dinosauri viventi, tanto che potremmo giurare che siano veri. Sappiamo che non è vero perché siamo già a conoscenza del falso.
All’opposto, il video di bin Ladin è di tale scarsa qualità che non vi è modo di sapere con certezza perfino se è lui sul nastro.
Nei film è pratica comune usare un doppione per rimpiazzare il vero attore in gran parte delle riprese. Ad un doppione di simile altezza e corporatura viene dato lo stesso abbigliamento e la stessa pettinatura ed i due sono virtualmente indistinguibili. Tale sostituzione è anche più facile nei video di scarsa qualità. Se il personaggio principale ha una lunga barba, un copricapo e vestiti larghi è assolutamente semplice.
Nel video di bin Laden, la scarsa qualità impedisce ogni analisi per sapere se il dialogo dal vivo è genuino o doppiato. E’ una tecnica comune negli spettacoli in TV quella di doppiare differenti dialoghi di un film preesistente. Dobbiamo pure fare affidamento su una traduzione di dubbia affidabilità.
La cronologia sul quando e dove il video sia stato presumibilmente fatto, e su dove si suppone sia stato trovato è anche, sebbene possibile, fonte di perplessità.
E’ stato detto che è stato girato a Kandahar il 9 novembre, e trovato in una casa di Jalalabad. Jalalabad è caduta nelle mani delle forze antitalebane il 14 novembre. Ciò significa che vi furono solamente 4 giorni durante i quali questo nuovo video poteva essere portato da Kandahar a Jalalabad, che allora era già seriamente minacciata.
Dunque, ci chiedono di credere che, dopo aver girato il film, qualcuno, quasi immediatamente, senza motivo apparente, lo portò a Jalalabad, che stava per capitolare, e quindi convenientemente lasciato lì per essere trovato dalle forze antitalebane. Non è impossibile, ma è altamente sospetto, un’osservazione che sta diventando molto ripetitiva in questo articolo.
Se l’intento di bin Laden era di maliziosa soddisfazione, perché non agire propriamente e trasmetterlo in tutto il mondo?
Secondo il Weekend Australian del 15/16 dicembre la sequenza degli eventi in tempo reale è stata rovesciata nel nastro. Dunque è stato montato. Perché, e da chi?
La data del 9/11, come riportata in TV, riferiva alla data del film od alla data alla quale fu terminata la versione montata? Se era la prima, il che sembrerebbe più probabile, allora sarebbe rimasto ancora meno tempo a Jalalabad.
E’ stato montato dalle autorità USA? In risposta alle accuse di traduttori indipendenti che la traduzione del Pentagono è imprecisa, incompleta e fuorviante, sono stati costretti ad ammettere che la “traduzione” da essi rilasciata è alterata.
“Il nastro NON è una traduzione letterale di ogni parola pronunciata durante l’incontro, ma comunica i messaggi ed il flusso delle informazioni” dice un portavoce del Dipartimento della Difesa.
“La traduzione è quello che è. Abbiamo reso molto chiaro che non è una traduzione letterale” dice il Pentagono.
Quando viene chiesto se sarebbe stata fornita una traduzione più accurata, il Pentagono replica con un enfatico no. Perfino esclude il rilascio della trascrizione completa della propria traduzione!
http://news.ninemsn.com.au/world/story_23359.asp
Se questa è l’unica prova contro bin Laden, allora il caso presenta una terribile massa di problemi. E quale altra prova esiste?
Non sorprende che non siano state formulate accuse formali contro bin Laden. Per la normale pratica legale è necessario avere prove reali per formulare accuse.
L’ironia è che, se pure accettiamo che il video sia genuino, e la traduzione del Pentagono accurata, ciò servirebbe solamente per provare che bin Laden NON è la mente dietro gli attacchi. Mentre il video indicherebbe che ne era a conoscenza in anticipo, ed era perciò coinvolto in qualche modo, egli chiaramente dichiara (secondo la dubbia traduzione del Pentagono) che gli fu detto degli attacchi 5 giorni prima che avvenissero. Dunque non è possibile ne sia stato il principale organizzatore. Chi glielo riferì?
Piuttosto che porre tali ovvie ed importanti domande, il Daily Telegraph di Sidney riportò l’argomento in prima pagina con una grande foto di bin Laden ed il titolo “Bastardo”.
Alcune ulteriori osservazioni riguardo al Video di bin Laden si possono trovare a
"Look at how easy it is to fake a confession video." (Autore sconosciuto)
(video scaricabile)
http://www.adelaide.indymedia.org.au/front.php3?article_id=1346&group=webcast
e "The Phantom - Pentagon's Bin Laden Video Tape of Dec 13" di Arbeiterfotographie
http://www.arbeiterfotogrqfie.com/bin-laden-vergleich.html
"Bin Laden, Terrorist monster: Take two!" di Jared Israel
http://emperors-clothes.com/articles/jared/taketwo-a.htm
Video oppure no, se pensiamo in maniera limpida e logica sulla probabilità del coinvolgimento di bin Laden, concludiamo che è in realtà impossibile, a meno che egli fosse coinvolto in un certo modo con la complicità delle autorità USA, oppure, al limite, nel contesto che gli USA avessero sempre saputo cosa stava preparando e gliel’avessero deliberatamente permesso. E’ già stato detto che, se era coinvolto, ciò non può essere stata una sorpresa, e dunque maggiori sospetti si hanno sul Presidente e l’aeronautica militare.
E’ a dir poco curioso che nessun altro sia mai stato sospettato, seppure per poco. Ciò diventa assolutamente sospetto quando si pensa seriamente alle procedure per instaurare realmente un inchiesta sugli eventi dell’11 settembre.
Ci vollero 17 anni per lo Unabomber. Ci vollero 7 settimane di investigazione sull’11/9 solamente per confermare la nazionalità dei presunti 19 dirottatori. Ma il nome di colui che aveva organizzato tutto era noto entro poche ore (o anche pochi minuti!).
Immaginate cosa serve per mettere su un’inchiesta in una faccenda come questa.
Potrebbe venire in mente una lista di sospetti, non potremmo certo vedere “bin Laden” scritto in cielo. Non era un sospetto Saddam Hussein? La Libia? Un gruppo palestinese? Cuba? La Russia? La Cina? Le milizie di destra locali? Fanatici anti globalizzazione? La Siria? Qualcuno completamente sconosciuto ed insospettabile? ecc. Dove comincereste?
Si comincia facendo una lista di persone potenzialmente utili in questo contesto.
Avete bisogno di gente esperta in architettura per esaminare l’esatta natura del crollo del WTC. Sono stati solamente gli aeroplani a causare il crollo, o furono usati anche esplosivi? Cominciate a fare una lista.
Avete bisogno di gente esperta in sicurezza aeroportuale. Vi erano dipendenti dell’aeroporto o delle compagnie aeree coinvolti nel complotto? Un’altra lista.
Avete bisogno di gente esperta in finanza per tentare di rintracciare la provenienza del denaro necessario per l’operazione. Un’altra lista.
Dovete esaminare le registrazioni dell’immigrazione ed i loro riferimenti incrociati con le licenze di pilota. Dovete fare un’urgente rassegna della sicurezza interna, in caso fosse una “operazione interna”. Tale rassegna è a dir poco un’ operazione delicata.
Dunque, è un enorme compito semplicemente quello di tirare giù una lista dei possibili sospetti, personale e dei principali punti di investigazione per l’inchiesta.
Poi tutte queste persone devono essere contattate e messe insieme in un gruppo, od almeno messe in comunicazione tra di loro.
Ma aspettate! Gli i voli sono bloccati. Molte reti di comunicazione sono a terra, molti uffici governativi ed istituzioni finanziarie chiuse, e gran parte di New York e Washington sono inaccessibili. L’intero paese si muove lentamente tra i blocchi delle misure di sicurezza.
Come facciamo a prendere le persone che ci servono? Come facciamo a metterle insieme e cominciare ad affidare le responsabilità? Erano tutte miracolosamente insieme in un posto, quello dove si trovava il coordinatore dell’inchiesta, cosi che allora non ci sarebbe stato bisogno di aspettare che questi tornassero dai loro precedenti incarichi, in varie parti degli USA od all’estero?
Una volta che i parametri base dell’inchiesta vengono stabiliti, ed iniziate dettagliate ricerche ed investigazioni, per quanto tempo ci volesse per arrivare a questo, non è che il personale coinvolto nell’inchiesta si sieda intorno ad un tavolo e dica “che ne pensiamo? bin Laden?” e tutti rispondano “sìì”, così che il capo della squadra telefoni al Presidente, faccia il nome ed il Presidente dica “per me va bene” ed immediatamente minacci di attaccare l’Afghanistan.
Dev’essere fatto un enorme lavoro sul campo ed al computer. I resoconti devono essere scritti, riassunti, controllati per i permessi di sicurezza, stampati e consegnati al Presidente ed ai suoi principali consiglieri, che dovrebbero almeno leggerne le sintesi, e quindi discuterli col comitato investigativo.
E se vengono raccolte prove, una cosa è cominciare a concentrarsi su un sospettato principale ed avere la sensazione di poter arrivare a qualcosa, ma è un’altra cosa è essere così certi da minacciare una guerra su questi.
Aver redatto una lista di possibili sospetti, personale investigativo e strategie di base per l’inchiesta entro 2 giorni sarebbe stato un risultato sorprendente, forse impossibile sotto queste circostanze. In realtà, aver tenuto una riunione con i principali agenti coinvolti nell’inchiesta entro meno di 3 giorni probabilmente sarebbe stato impossibile. E ancora, in questo momento, gli USA pretendevano di avere già svolto la loro “inchiesta”, e stabilito che bin Laden era colpevole.
Alle h. 14 dello stesso giorno degli attacchi un articolo che indicava bin Laden come colpevole oltre ogni dubbio era già apparso sul Washington Post. Come era possibile?
Tony Blair confermò che era una bugia con una sconsiderata dichiarazione fatta all’inizio di novembre:
“Non c’è dubbio sulla colpevolezza di bin Laden. Le prove contro di lui, prima qualche goccia, poi un rigagnolo, sono ora divenute un torrente”.
(Pag. World News del sito MSN 9).
Dal momento che già proclamavano bin Laden colpevole, entro poche ore, Blair ha incidentalmente ammesso che era una menzogna. La prova poi da un gocciolamento divenne un rigagnolo ed infine un torrente in poche ore?
Sarebbe uno strano modo per descrivere il procedimento, specialmente perchè la frase non venne usata fino a due mesi più tardi, e fu descritta così: “è divenuto ORA un torrente”.
Così ha ammesso che stavano già dichiarando bin Laden colpevole, e minacciando l’Afghanistan, in un’epoca alla quale le prove erano ancora “poche gocce”.
Sono le sue parole, non le mie!
In qualche modo all’epoca sapevano che le prove sarebbero diventate un “torrente” più tardi? Ma questo “torrente” è apparentemente ancora insufficiente per qualsiasi accusa formale.
Rimane da chiarire un’importante questione. I piloti erano ovviamente in una missione suicida, che si sa essere cosa comune tra i mediorientali, i terroristi islamici, ma totalmente estranea alla cultura americana. E’ difficile credere che degli americani, odei leali cittadini degli USA, abbiano consapevolmente partecipato ad una missione suicida. Ma ciò non rappresenta alcun problema reale per lo scenario che è stato postulato. L’ovvia spiegazione, speculativa ma credibile, è che alcuni dei dirottatori fossero autenticamente ostili agli USA, e stessero partecipando ad un attacco che pensavano dovesse portare avanti la loro causa, inconsapevoli di essere pedine di un piano più grande.
Infatti, nel tardo novembre, nei resoconti dei mezzi di informazione cominciò ad emergere che alcuni dei dirottatori non dovevano non essere a conoscenza di stare partecipando ad una missione suicida. Non so come tale prova sia emersa, o quali siano le basi di essa, ma questo è ciò che è stato riportato (ABC Newsradio). Ciò coincide nettamente col resto delle informazioni che abbiamo, per poter pensare con una qualche fondatezza che alcuni di quelli che non erano consapevoli di commettere suicidio sarebbero stati operativi CIA. Gli sarebbe stato ordinato di aiutare a mettere in piedi i dirottamenti, all’oscuro del piano complessivo. Coloro che sapevano di essere in missione suicida erano coloro autenticamente ostili agli USA.
E’ ragionevole pensare che questo non possa essere stato organizzato senza l’uso di pedine che pensavano di stare per inferire un colpo agli USA. Qui potrebbe entrarci bin Laden. Credo che probabilmente fosse in qualche modo coinvolto, ma non come descritto dall’amministrazione Bush. Vi è la possibilità che abbia ingannato e sacrificato la sua gente allo stesso modo nel quale gli americani coinvolti hanno ingannato e sacrificato la loro. La possibilità che bin Laden e la CIA possano essere stati in attiva cooperazione in questa atrocità sarà più chiara nella prossima sezione.
Fatto: Entro meno di 4 ore dagli attacchi i medi erano pieni di commenti che assumevano la colpevolezza di bin Laden, commenti fatti sulla base di eventi che non potevano chiaramente essere accaduti.
Fatto: Il Pentagono ed il Dipartimento della Difesa usarono un discorso attribuito a bin Laden, nello sforzo di incriminarlo, mentre rifiutarono di rilasciare tutto il discorso – e rifiutarono di emettere una traduzione letterale.
Domanda: Perché venne considerato necessario mentire per creare un caso contro bin Laden?
(continua)
4° Parte