Nell'ambito dell'inchiesta sul sequestro a Milano di Abu Omar
arrestati il dirigente del controspionaggio e il generale Pignero

Abu Omar, l'imam milanese sospettato di terrorismo
ROMA - In manette il direttore delle operazioni del Sismi, Marco Mancini, (praticamente il numero due del nostro controspionaggio diretto da Nicolò Pollari) e il generale Gustavo Pignero. Gli arresti sono avvenuti questa mattina su richiesta della procura milanese nell'ambito dell'inchiesta sul rapimento - da parte di agenti Cia con l'appoggio del Sismi - dell'imam Abu Omar il 17 febbraio 2003. Marco Mancini è stato arrestato nella sua abitazione di Lugo di Romagna (Ravenna). Pignero - che all'epoca era il superiore di Mancini, allora responsabile dei centri Sismi del Nord Italia - si trova attualmente agli arresti domiciliari per problemi di salute. Le accuse vanno dal concorso in sequestro di persona aggravato all'abuso di potere.
FLASH - EDIZIONE STRAORDINARIA
(della serie: per non dimenticare...)
Tokyo si ritira.
Il governo giapponese ha annunciato il 20 Giugno il ritiro dei 600 soldati presenti dall'inizio del 2004 a Samawa, nella provincia meridionale di Al Muthanna. Era la prima missione del Giappone all'estero dalla fine della seconda guerra mondiale. Tokyo ha però precisato che continuerà a collaborare con le autorità irachene. Nel frattempo, il primo ministro iracheno Nuri al Maliki ha annunciato che le truppe della coalizione si ritireranno entro la fine di luglio dalla provincia di Al Muthanna, che sarà quindi la prima ad essere restituita alle forze irachene.
Soldati assassini.
L'esercito statunitense ha annunciato che tre (tre?! -ndr-) militari sono stati rinviati a giudizio per omicidio volontario. Il sergente Raymond Girouard e i soldati William Husaker e Corey Clagett sono accusati di aver ucciso tre detenuti iracheni a Muthana il 9 maggio. L'inchiesta è nata dalla denuncia di un soldato, Bradley Mason. Un rapporto dell'esercito statunitense ha denunciato una serie di abusi commessi dai militari contro i detenuti iracheni nel 2004. I prigionieri, costretti a spogliarsi prima degli interrogatori, sono stati tenuti per 17 giorni a pane e acqua [17 Giugno].
2.500 VITTIME.
Con l'uccisione in combattimento di un marine, il numero dei soldati statunitensi morti in Iraq ha raggiunto quota 2.500. Il congresso ha però difeso la politica dell'amministrazione Bush nel paese, rifiutando di fissare un calendario per il ritiro delle truppe. Il senato e la camera dei rappresentanti hanno approvato, con il voto favorevole di alcuni democratici, una risoluzione che impegna gli Stati Uniti a proseguire la lotta contro il terrorismo in Iraq [15 Giugno].
Queste le (quasi) ultime notizie. A parte il fatto che alle vittime andrebbero aggiunti i russi trucidati ed i civili barbaramente uccisi da bombe cieche ogni giorno per le strade, in conformità alla moda giornalistica oggi dominante io non lo farò. Sempre seguendo la prassi in voga, mi limiterò a dire che ieri 22 giovani irakeni sono morti guardando l'Italia in tv, che ieri l'altro circa 30 persone sono rimaste uccise in un esplosione in un mercato e che altri morti ci sono stati qua e là in giro per l'Iraq, ma non vale la pena riferirne i dettagli: tanto per loro non sfilerà mai nessuno in strada e non applaudiranno ai loro funerali.
by: Chiodo Spuntato