m4rr|s0n | Armi di Distrazione di Massa

FLASH - EDIZIONE STRAORDINARIA

(della serie: per non dimenticare...)

Tokyo si ritira.

Il governo giapponese ha annunciato il 20 Giugno il ritiro dei 600 soldati presenti dall'inizio del 2004 a Samawa, nella provincia meridionale di Al Muthanna. Era la prima missione del Giappone all'estero dalla fine della seconda guerra mondiale. Tokyo ha però precisato che continuerà a collaborare con le autorità irachene. Nel frattempo, il primo ministro iracheno Nuri al Maliki ha annunciato che le truppe della coalizione si ritireranno entro la fine di luglio dalla provincia di Al Muthanna, che sarà quindi la prima ad essere restituita alle forze irachene.

Soldati assassini.

L'esercito statunitense ha annunciato che tre (tre?! -ndr-) militari sono stati rinviati a giudizio per omicidio volontario. Il sergente Raymond Girouard e i soldati William Husaker e Corey Clagett sono accusati di aver ucciso tre detenuti iracheni a Muthana il 9 maggio. L'inchiesta è nata dalla denuncia di un soldato, Bradley Mason. Un rapporto dell'esercito statunitense ha denunciato una serie di abusi commessi dai militari contro i detenuti iracheni nel 2004. I prigionieri, costretti a spogliarsi prima degli interrogatori, sono stati tenuti per 17 giorni a pane e acqua [17 Giugno].

2.500 VITTIME.

Con l'uccisione in combattimento di un marine, il numero dei soldati statunitensi morti in Iraq ha raggiunto quota 2.500. Il congresso ha però difeso la politica dell'amministrazione Bush nel paese, rifiutando di fissare un calendario per il ritiro delle truppe. Il senato e la camera dei rappresentanti hanno approvato, con il voto favorevole di alcuni democratici, una risoluzione che impegna gli Stati Uniti a proseguire la lotta contro il terrorismo in Iraq [15 Giugno].

Queste le (quasi) ultime notizie. A parte il fatto che alle vittime andrebbero aggiunti i russi trucidati ed i civili barbaramente uccisi da bombe cieche ogni giorno per le strade, in conformità alla moda giornalistica oggi dominante io non lo farò. Sempre seguendo la prassi in voga, mi limiterò a dire che ieri 22 giovani irakeni sono morti guardando l'Italia in tv, che ieri l'altro circa 30 persone sono rimaste uccise in un esplosione in un mercato e che altri morti ci sono stati qua e là in giro per l'Iraq, ma non vale la pena riferirne i dettagli: tanto per loro non sfilerà mai nessuno in strada e non applaudiranno ai loro funerali.

by: Chiodo Spuntato

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mercoledì, 11 gennaio 2006 ¦ Permalink
categoria : iraq, guerra in iraq, armi chimiche, m4rr|s0n, fosforo bianco, massacro falluja
Falluja: due pesi e due misure sulle armi disumane
Le tesi di non colpevolezza degli Usa suscitano lo sdegno degli scienziati pacifisti. L'analisi del professor Vito Francesco Polcaro, del Comitato scienziati e scienziate contro la guerra
Benedetta Verrini
Fonte: Vita.it - 18 novembre 2005

Erano solo fumogeni, razzi d'illuminazione. E comunque, se anche si sono trasformate in armi eccessivamente offensive, gli Stati Uniti non hanno mai firmato il Protocol III della Convenzione Onu "On Prohibitions Or Restrictions On The Use Of Certain Conventional Weapons Which May Be Deemed To Be Excessively Injurious Or To Have Indiscriminate Effects And Protocols (1980)-CCCW", quindi non punibili. Le armi usate dagli americani su Falluja hanno aperto un fitto dibattito giuridico-scientifico, teso a sconfessare le tesi di "non colpevolezza" sostenute in queste ore dal Pentagono.

Abbiamo interpellato uno dei massimi esperti in materia di armamenti, il professor Vito Francesco Polcaro, senior scientist dell'Istituto Nazionale di AstroFisica del Cnr di Roma e membro del Comitato scienziati e scienziate contro la guerra.

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domenica, 08 gennaio 2006 ¦ Permalink
categoria : guerra in iraq, m4rr|s0n

Gli Usa alla guerra dell’informazione in Iraq

 

Dopo lo “scoop” del Los Angeles Times, secondo cui il Pentagono pagava in segreto alcuni giornali iracheni , attraverso un contractor, il Lincoln Group, per “piazzare” articoli che mettessero in buona luce l’operato delle forze di occupazione, è la volta delle televisioni. In questo caso l’ammissione è ufficiale. Secondo un portavoce dell’esercito Usa – il maggiore Dan Blanton – citato dal Washington Post (26 dicembre 2005) le forze armate Usa hanno pagato per cercare di “piazzare” servizi positivi sul loro operato nelle reti televisive di tre città irachene.

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