Nell'ambito dell'inchiesta sul sequestro a Milano di Abu Omar
arrestati il dirigente del controspionaggio e il generale Pignero

Abu Omar, l'imam milanese sospettato di terrorismo
ROMA - In manette il direttore delle operazioni del Sismi, Marco Mancini, (praticamente il numero due del nostro controspionaggio diretto da Nicolò Pollari) e il generale Gustavo Pignero. Gli arresti sono avvenuti questa mattina su richiesta della procura milanese nell'ambito dell'inchiesta sul rapimento - da parte di agenti Cia con l'appoggio del Sismi - dell'imam Abu Omar il 17 febbraio 2003. Marco Mancini è stato arrestato nella sua abitazione di Lugo di Romagna (Ravenna). Pignero - che all'epoca era il superiore di Mancini, allora responsabile dei centri Sismi del Nord Italia - si trova attualmente agli arresti domiciliari per problemi di salute. Le accuse vanno dal concorso in sequestro di persona aggravato all'abuso di potere.
La Casa Bianca ha negato che il presidente George W. Bush aveva deciso la guerra in Iraq gia' a fine gennaio, due mesi prima dell'invasione, come ha invece scritto il New York Times. Mentre pubblicamente lanciava ultimatum a Saddam Hussein e coinvolgeva le Nazioni Unite - ha scritto il NYT - il presidente Usa aveva gia' deciso la guerra: l'Iraq sarebbe stato invaso, con o senza risoluzione Onu, indipendentemente dal fatto che Saddam avesso o meno armi di sterminio. La Casa Bianca era pronta anche a creare ad arte un incidente, com'era avvenuto nel 1964 nel golfo del Tonchino per motivare la guerra in Vietnam. E' quanto risulta da un appunto di cinque pagine sull'incontro del 31 gennaio 2003 alla Casa Bianca tra Bush e il premier britannico Tony Blair. Il promemoria porta la firma di David Manning, all'epoca consigliere diplomatico di Blair. Qualche mese fa erano gia' uscite indiscrezioni su alcuni brani, ma il New York Times ha visto tutto il documento e ne ha dato conto oggi. "Il resoconto non e' accurato", ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan, il quale pero' non ha mentito l'esistenza dell'appunto. "Il ricorso alla forza era l'ultima opzione, ha aggiunto, "Abbiamo continuato a perseguire la soluzione diplomatica, ma prendemmo atto che era necessario prepararsi qualora avessimo dovuto fare ricorso alla forza. Il presidente ha cercato una soluzione diplomatica ed e' per questa ragione che andammo alle Nazioni Unite, per questa ragione approvammo una diciassettesima risoluzione che chiedeva al regime di chiarire, pena gravi conseguenze".