Il governatore della provincia di Baghdad, Hussein al-Tahan, ha annunciato la sospensione di ogni forma di collaborazione con le forze americane fino all'accertamento di che cosa sia successo la notte scorsa nella moschea sciita di Mustafa', situata nel quartiere nord-orientale di Ur, dove durante un'incursione militare sono rimasti uccisi come minimo venti sciiti. Della strage sono state accusati soldati statunitensi, ma il Comando Usa l'ha invece attribuita a unita' della Prima Brigata delle Forze Speciali irachene, aggiungendo che i propri uomini presenti sul posto svolgevano solo funzioni di consiglieri. Non e' chiaro nemmeno se le vittime fossero semplici fedeli, intenti a pregare, oppure membri del cosiddetto Esercito 'al-Mahdi', la milizia personale del giovane imam radicale sciita Moqtada al-Sadr; costoro sarebbero intervenuti per impedire il raid all'interno del luogo di culto.